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Abstract. . .  migliore garanzia, allora, per soddisfare quest interesse generale, potrebbe esservi, se non quella derivante dal riservare, addirittura già in via originaria, tali servizi e le rispettive imprese allo Stato? Così sembra disporre, ed è ormai opinione ampiamente consolidata, lo stesso art. 43 della Costituzione. In effetti, tale articolo prevede espressamente che determinate imprese, o categorie di imprese, operanti nei settori delle fonti di 9energia, o per l erogazione di servizi pubblici essenziali, o in situazioni di monopolio, possano essere riservate originariamente, o trasferite mediante espropriazione, allo Stato, ad enti pubblici, o a comunità di lavoratori. Ma, riservare allo Stato non significa necessariamente che lo Stato debba assumere in proprio la gestione di tali imprese. Infatti, il concetto di riserva è da intendersi, in questo contesto, in senso negativo: ossia, come esclusione di privati dalla titolarità di imprese di servizi pubblici e come conseguente riconoscimento di una posizione sovraordinata dei pubblici poteri. In realtà, poi, questa riserva può portare, come nella pratica si è visto, a situazioni molto diverse. In effetti, lo Stato ha assunto, in certi casi, il ruolo di vero e proprio imprenditore, di produttore, accollandosi direttamente la gestione di queste imprese in via originaria, o riservandosene l attività successivamente, con nazionalizzazioni e municipalizzazioni. In altri casi, invece, ha rivestito il ruolo di semplice regolatore, concedendo la gestione a soggetti privati, comunque inscindibilmente legati con vincolo di concessione.5 In realtà, . . .
. . .  concedono? Del resto, è evidente il perché di questa titolarità esclusiva: basti pensare alle caratteristiche dell'attività che si va a concedere13, come anche alle non indifferenti facoltà che si rendono possibili per l'azienda concessionaria14. 3.2 Le principali clausole delle "convenzioni di concessione" Tra le varie possibili clausole che possono essere comprese all'interno delle "convenzioni di concessione", mentre alcune sono solo eventuali, perché magari legate alla tipologia del servizio offerto, o ad un particolare accordo tra ente concedente ed azienda concessionaria, altre sono quasi sempre presenti. Appartengono a questa seconda categoria, ad esempio, le clausole volte a definire l'oggetto della concessione stessa, le zone di diffusione del servizio, e i termini temporali, ossia la durata della concessione. Definire l'oggetto di una concessione non significa altro che specificare, nella convenzione, quello che sarà il tipo di attività economica affidata all'azienda concessionaria. Ad esempio, la convenzione stipulata nel 1991 tra l'Ente pubblico delle Ferrovie dello Stato (non ancora s.p.a., ma non più 13 Circa il carattere di indispensabilità e l'utilità sociale dei servizi pubblici che ne giustificano la riserva a favore dei pubblici poteri, vedi il sottoparagrafo 2.1. 14 Si pensi, ad esempio, alla possibilità di espropriare o di costituire servitù coattive.  . . .
. . .  "convenzioni di concessione" Tra le varie possibili clausole che possono essere comprese all'interno delle "convenzioni di concessione", mentre alcune sono solo eventuali, perché magari legate alla tipologia del servizio offerto, o ad un particolare accordo tra ente concedente ed azienda concessionaria, altre sono quasi sempre presenti. Appartengono a questa seconda categoria, ad esempio, le clausole volte a definire l'oggetto della concessione stessa, le zone di diffusione del servizio, e i termini temporali, ossia la durata della concessione. Definire l'oggetto di una concessione non significa altro che specificare, nella convenzione, quello che sarà il tipo di attività economica affidata all'azienda concessionaria. Ad esempio, la convenzione stipulata nel 1991 tra l'Ente pubblico delle Ferrovie dello Stato (non ancora s.p.a., ma non più 13 Circa il carattere di indispensabilità e l'utilità sociale dei servizi pubblici che ne giustificano la riserva a favore dei pubblici poteri, vedi il sottoparagrafo 2.1. 14 Si pensi, ad esempio, alla possibilità di espropriare o di costituire servitù coattive.  . . .

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1. Il concetto di servizio pubblico - Dipartimento Economia e Impresa

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