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QUALE PA PER QUALE PAESE? – MESSAGGI DAL FORUM PA 2013 (SECONDA PARTE)
 
 

Quale PA per quale paese? – messaggi dal FORUM PA 2013 (prima parte)
Quale PA per quale paese? – messaggi dal FORUM PA 2013 (seconda parte)
Bassanini insiste sulla “rivoluzione manageriale”, in linea con la riforma Brunetta.  Tutti segnalano un problema di governo centrale della riforma della PA:  i rapporti fra centro e autonomie locali non sono risolti, troppa frammentazione di competenze e soluzioni.  

Una spigolatura di concetti interessanti ascoltati al convegno inaugurale del FORUM PA 2013: “Quale PA per quale paese?”  Clicca qui per vedere tutti gli interventi.

Franco Bassanini – ASTRID

E’ vero che organici e costi della PA italiana sono in linea con la media OCSE, ma i costi burocratici e di regolazione per cittadini e imprese sono superiori.  Esiste un problema di qualità e quantità dei servizi pubblici offerti, un problema di produttività.  La risposta si articola su più linee di intervento:

1.rafforzare e estendere la misurazione della performance e la valutazione, con conseguente sistema di incentivi e sanzioni
2.reingegnerizzare processi e servizi, facendo leva sulle tecnologie informatiche (non viceversa)
3.motivare dirigenti e impiegati a fare di più
4.rivedere il Titolo V della Costituzione, troppe competenze sovrapposte (se lo dice lui!)
5.fare di più sulla semplificazione
6.riformare gli organi di controllo, che a volte sono un elemento di freno all’operato delle amministrazioni.

Stefano Parisi – CONFINDUSTRIA DIGITALE

La piena realizzazione della PA digitale potrebbe portare enormi risparmi, nell’ordine dei 40-50 miliardi di euro.

Tuttavia c’è un problema di manico, serve un governo forte: si veda ad esempio il tema dell’interoperabilità, o dell’anagrafe dei cittadini (che deve essere unica nazionale).

La PA ha un ruolo essenziale di superamento del digital divide:  lo spostamento dei servizi sul canale telematico spingerebbe la diffusione di Internet fra famiglie e imprese, anche nelle aree oggi più indietro.

L’Agenda digitale deve essere importante come il fiscal compact.


Voto: 3,1/5 (145 voti)



Pubblicato il 15/06/2013 


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