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LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE INVECCHIA E PERDE I COLPI? ALLORA TAGLIAMO LA FORMAZIONE!
 
 

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La pubblica amministrazione invecchia e perde i colpi? Allora tagliamo la formazione!

Formazione tagliata del 30% fra 2010 e 2011, lo dice il 15° Rapporto sulla formazione nella Pubblica Amministrazione, mostrando gli effetti deleteri della spending review.

 

Le pubbliche amministrazioni hanno applicato la prima e severissima norma di spending review, il decreto legge 78 del 2010, che ha imposto (fra l’altro) di ridurre del 50% la spesa per la formazione.  Lo dimostra il 15° Rapporto sulla formazione nella Pubblica Amministrazione, realizzato dalla Scuola nazionale dell’amministrazione insieme al Formez, al Gruppo tecnico delle Regioni e all’Istituto Guglielmo Tagliacarne delle Camere di commercio.

Il taglio è secco, già sui risultati del 2011.  Le amministrazioni hanno in parte ovviato utilizzando strumenti alternativi, come la formazione “fatta in casa” o l’affiancamento.

Colpisce che, nel momento in cui all’amministrazione viene rimproverata l’arretratezza e l’incapacità di partecipare al rilancio del paese, vengano tagliate le risorse per il rilancio.

Infatti il nuovo ministro per la pubblica amministrazione D’Alia ha dichiarato, al convegno di apertura del Forum PA 2013: “il tema su cui chiederò clemenza al collega Saccomanni, ministro dell’Economia e delle finanze, è proprio la formazione, che deve assolutamente essere rilanciata con risorse adeguate”.

Un estratto del Rapporto

L’effetto della spending review sulle attività di formazione è evidente. Se si guarda ai dati di consuntivo (2011), nonostante il ricorso a fondi europei e l’impiego di somme stanziate in precedenza ma non ancora utilizzate, la flessione della spesa formativa per dipendente rispetto al 2010 si riscontra ovunque: in misura minore nelle Amministrazioni centrali (-18,8 per cento) e nelle Regioni (-39,1 per cento), ma in modo assai più grave nelle Camere di commercio (-60,1 per cento), nelle Province (-62,9 per cento) e nei Comuni (-56,7 per cento), dove si nota anche un significativo ridimensionamento delle strutture dedicate alla gestione delle attività formative e una riduzione delle attività di valutazione e di programmazione.

Nell’insieme delle amministrazioni censite, pertanto, la spesa per le attività formative è scesa allo 0,43 per cento della massa salariale dallo 0,61 per cento dell’anno precedente, con una contrazione del 30 per cento, mitigata rispetto al dettato normativo solo dall’utilizzo di fondi stanziati negli anni precedenti o di provenienza comunitaria. Il taglio delle risorse ha comportato, rispetto al 2010, una riduzione del 9,6 per cento del numero degli interventi formativi realizzati e una contrazione del 3,9 per cento delle partecipazioni per dipendente, ma anche un aumento del 6,3 per cento delle partecipazioni per attività realizzata, che segnala l’organizzazione di corsi dotati di una maggiore capacità di richiamo.

Le minori risorse hanno determinato, secondo le attese del legislatore, una riduzione dei corsi commissionati a fornitori privati e un aumento del ricorso alle scuole pubbliche e alla formazione realizzata da personale interno alle amministrazioni stesse – modalità quest’ultima particolarmente diffusa nelle Amministrazioni centrali e in quelle di maggiore dimensione.

La revisione ha esercitato un impatto anche sui contenuti e sulle metodologie formative adottate, con un sensibile spostamento verso argomenti più immediatamente funzionali, legati al miglioramento della qualità del lavoro, e verso progetti di formazione on-the job e di formazione-intervento, nonché verso attività di autoformazione e in e-learning, che presentano vantaggi cospicui rispetto all’investimento quando coinvolgono platee molto ampie di allievi. Gli argomenti sui quali si è maggiormente concentrata l’attività formativa sono stati quelli tecnico-specialistici, quelli giuridico-normativi e l’informatica. Queste tendenze si confermano nei piani formativi pervenuti, relativi al 2012 e 2013, che consolidano i mutamenti di rotta avvertiti nei dati di consuntivo 2011.

Clicca qui per leggere il Rapporto completo.


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Pubblicato il 13/06/2013 


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